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Politica – IL DECRETO SICUREZZA DIVENTA LEGGE

mohamed ali

Con 157 voti favorevoli, 124 contrari e 3 astenuti, l’aula di Palazzo Madama ha definitivamente licenziato il testo del contestato “Pacchetto sicurezza”, fortemente voluto dal Ministro dell’Interno MAroni e dalla Lega Nord.

Il DDL, che incassa l’ennesimo voto di fiducia, prevede tra le altre cose l’istituzione del reato penale di immigrazione clandestina ( punibile con ammende pecuniarie variabili tra i 5.000 e i 10.000 Euro e con l’espulsione immediata), la necessità di esibire passaporto o permesso di soggiorno all’atto della richiesta di atti di stato civile (dunque anche per l’iscrizione dei figli all’anagrafe, sostiene l’opposizione, il che metterebbe i minori non regolarizzabili nella condizione potenziale di soggetti adottabili da terzi), il permesso di soggiorno “a pagamento” (i richiedenti, salvo i casi previsti dal diritto umanitario, dovranno sborsare 200 Euro per averlo), l’innalzamento a 180 giorni (dagli attuali60) del limite di pemanenza nei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE).

Confermata anche la possibilità per i Sindaci di avvalersi di assoiazioni di privati cittadini come coadiutori delle forze dell’Ordine nel pattugliamento del territorio (si tratta delle tanto contestate “ronde”). I primi cittadini saranno tenuti ad utilizzare “in via prioritaria” le prestazioni di quelle formate da ex appartenenti a corpi dello Stato.

Depennata invece la cosiddetta norma sui “medici spia”: a differenza degli altri funzionari pubblici, gli operatori sanitari non saranno vincolati dall’obbligo di denuncia nel caso un soggetto privo di permesso di soggiorno richieda loro assistenza.

Soddisfatti i promotori del provvedimento, che incassano il supporto dell’intera maggioranza. Voci fortemente critiche si sono invece levate dai benche dell’opposizione, con IDV che accusa il governo di “clandestinità giuridica” e la capogruppo del PD Anna Finocchiaro che parla di colpo ad effetto privo però di una vera utilità:

Il disegno di legge sulla sicurezza che il Senato sta licenziando in questi minuti «altro non è se non un pugno sbattuto sul tavolo, ma senza alcuna efficacia dal lato della sicurezza dei cittadini e sicuramente con gravi violazioni dei diritti civili degli immigrati ai quali affidiamo la cura dei nostri cari e dei nostri beni e il cui lavoro è indispensabile per il funzionamento di miglia di imprese»(fonte: corriere.it, 02 luglio 2009)

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