Cambiare per Centallo – l'alternativa c'è
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Disegno di legge sulle intercettazioni – continua l'iter parlamentare
Giovedì scorso (11 giugno) il DDL Camera 1415 è stato approvato dall’aula di Montecitorio con voto segreto:318 voti favorevoli, 224 contrari, 1 astenuto.
Il voto, sul quale il Governo aveva posto la fiducia, si è tenuto a scrutinio segreto ed ha recepito le modifiche restrittive decise in Commissione Giustizia: tra le novità l’introduzione di un nuovo reato, quello della pubblicazione di intercettazioni per le quali “sia stata ordinata la distruzione” per il quale si prevede il carcere da uno a tre anni. La stessa sanzione è stabilita per la pubblicazione di intercettazioni riguardanti terzi estranei alle indagini e “irrilevanti”. Gli editori che pubblicheranno atti o intercettazioni in divieto degli obblighi di legge saranno multati. Infine viene previsto il divieto di pubblicazione di nomi o immagini di magistrati “relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati”, fatto salvo il caso in cui l’immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca. (fonte: www.cittadinolex.kataweb.it, 10 giugno 2009).
Ora l’iter prosegue al Senato, mentre il Presidente della Repubblica Napolitano annuncia la sua volontà di “esaminare il testo approvato e di seguire l’iter che avrà in Parlamento, per prendere poi le decisioni che mi competono” (fonte: www.repubblica.it, 11 giugno 2009).
Reazioni preoccupate sono venute dall’Associazione Nazionale Magistrati, dalle Associazioni Professionali di Giornalisti ed Editori e dalle forze politche di opposizione.
Sull’edizione on-line di Repubblica è possibile sottoscrivere un appello per il ritiro del DDL, giudicato incostituzionale e lesivo del diritto di informazione. Tra i firmatari, vi sono i nomi di Roberto Saviano, Dario Fo, Carlo Federico Grosso, Stefano Rodotà, Guido Rossi.
