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Sabato 27 giugno 2009: si è ufficialmente insediato il nuovo Consiglio Comunale

mohamed ali

 

 

È durato solo poco più di mezz’ora il primo consiglio comunale dopo le elezioni dello scorso 6 e 7 giugno. All’ordine del giorno vi erano l’esame dell’eleggibilità di sindaco e consiglieri, il giuramento del sindaco, la comunicazione della giunta e l’elezione della commissione elettorale.

Il dato meno positivo è quello della partecipazione del pubblico: praticamente nulla, se si eccettuano i giornalisti locali. Occorrerà che l’intero consiglio comunale rifletta seriamente su questo fatto: le sedute pubbliche rischiano di diventare delle celebrazioni a uso e consumo dei soli addetti ai lavori.

Breve è stato anche il discorso del sindaco seguito al suo giuramento sulla Costituzione repubblicana. Antonio Panero non ha voluto commentare la campagna e i risultati delle elezioni, ma ha invitato a guardare avanti, richiamando l’intero consiglio all’impegno che lo attende per i prossimi cinque anni. Ha più volte sottolineato l’intenzione di essere il sindaco di tutti e non di una sola parte. E ha riconosciuto ruolo e funzioni diversi ma indispensabili di maggioranza e minoranza.

Per quanto riguarda le prime decisioni adottate, vi è stata la riconferma della giunta comunale della passata tornata amministrativa. I capigruppo saranno invece Marco Busso per la maggioranza e Valter Bovetti per la minoranza. Nella commissione elettorale sono risultati eletti Alessandro Allione e Guido Mattalia per la maggioranza e Dario Dutto per la minoranza.

Nel chiudere il primo consiglio comunale il sindaco ha dato appuntamento a breve, per una nuova seduta più operativa, nel mese di luglio.

Referendum elettorale: vincono i sì, ma il quorum è lontano.

mohamed ali

Gli elettori hanno decisamente accolto l’invito all’astensione rivolto da numerose forze e personalità politiche (di entrambi gli schieramenti, in effetti…): l’afflusso alle urne non ha superato infatti il 23,5% per i primi due quesiti (abolizione della concessione del premio di maggioranza alle coalizioni di liste, rispettivamente alla Camera e al Senato) ed il 24,1% per il terzo quesito (abolizione della possibilità di candidature multiple). L’attuale Legge Elettorale (il cosiddetto “Porcellum”) rimane dunque immune da modifiche.

Lo spoglio ha comunque denotato una netta prevalenza dei sì su tutte e tre le interrogazioni (oltre 78% sui primi due, quasi 88% sul terzo).

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